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Che lingua parli? Parliamone.
Neologismi, vocaboli ed espressioni più o meno creative, modi di dire, termini mutuati dalle lingue straniere, recuperi dal passato, gerghi di settore. Dove sta andando la lingua italiana? Quale italiano parliamo oggi? In questa sezione trovate una rassegna stampa sempre aggiornata, con gli articoli di chi studia la nostra lingua e la sua continua evoluzione. Per capirne qualcosa di più.
Suggerimenti per parlare (e scrivere) meglio
da "Giornalismo. Errori e orrori"
di Fausto Raso e Carlo Picozza

ACCOLITA, la voce corretta è 'accolta': un'accolta di letterati.
ACQUITRINO, errata la grafia 'acquitrinio'.
AFFITTARE, si consiglia un uso parco di questo verbo perché avendo due significati contrapposti ('dare in affitto' e 'prendere in affitto') può rivelarsi ambiguo.
ALL'ANTICA, non all'antico; vale a dire secondo l'usanza antica.
ALLE PRIME LUCI DELL'ALBA, espressione errata. L'alba 'contiene' già le prime luci. Si dirà: 'all'alba' o 'alle prime luci del giorno'.
ALTERNATIVA, è sempre una sola: questo o quello. Non si può dire, quindi, ci sono due alternative.
ASMA, è di genere maschile (anche se alcuni vocabolari lo considerano 'bisex'): un asma allergico.
ASSISE. E' solo femminile plurale: le assise del partito democratico (non l'assise).
ATTERRARE, DECOLLARE, SBANDARE e DERAGLIARE si coniugano con l'ausiliare avere: l'aereo ha decollato e ha atterrato dopo pochi minuti.
ATTIMO, non si adoperi mai il suo diminutivo 'attimino' per dire di un piccolo lasso di tempo: un 'attimo' è già questo.
BAGNOMARIA,il plurale è 'bagnimaria'. Alcuni vocabolari, però, indicano l'invariabilità del termine.
BARRICADIERO, non 'barricadero'.
BILINGUE, è un aggettivo della II classe (come 'facile'), nel plurale cambia la desinenza 'e' in 'i': libri bilingui.
BRETTONE, grafia preferibile a 'bretone' perché più fedele all'origine latina.
BUSTERELLA, meglio di 'bustarella'.

CARCERE è maschile solo nel singolare, nel plurale è tassativamente femminile: il carcere, le carceri.
CARDIOPALMO, voce "più corretta" di cardiopalma.
CASELLARIO GIUDIZIALE, non giudiziario; SPESE GIUDIZIALI, non giudiziarie.
CAVALCIONI, gli avverbi in 'oni' non richiedono la preposizione 'a': stare cavalcioni sulla finestra.
CELLA FRIGORIFERA, non cella frigorifero.
CHIACCHIERA, non 'chiacchera'.
CLIVO, non 'clivio'.
COINCIDERE, si coniuga con l'ausiliare avere: l'arrivo e la partenza hanno coinciso.
COLLUTORIO, si scrive con una sola “t”.
COMPLEMENTARITA', non complementarietà. Tutti i sostantivi derivati da aggettivi che finiscono in 'are' non prendono mai la 'e' prima della 't': elementarità.
CONFORMITA', si fa seguire dalla preposizione 'di', non 'a': tutto è stato fatto in conformità di legge.
COSI’ TANTO, non adoperare mai i due termini assieme; l’uno o l’altro.
CRAC, questa la grafia corretta per indicare un crollo finanziario.
DEFATIGANTE e DEFATICANTE, con la "g" significa 'pesante", 'faticoso': è un lavoro defatigante; con la "c", invece, significa 'che toglie la fatica': il calciatore è stato sottoposto a una cura defaticante.
DEFLATIVO, è sufficiente una sola “t”.
DEROGA, si costruisce con la preposizione 'a', non 'da': in deroga a una legge.
DISAMINA, non 'disanima'.
DIVISA, quando sta per uniforme si fa seguire dalla preposizione “di”: divisa di carabiniere.
DOCENTE, si fa seguire dalla preposizione 'di': docente di linguistica.
ECO, nel singolare può essere sia maschile sia femminile; nel plurale tassativamente maschile: un eco, un'eco, gli echi.
EVACUARE, si eviti l'uso di questo verbo quando sta per 'sgomberare': l'appartamento è stato fatto sgomberare, non evacuare.
EVAPORARE, la pronuncia corretta è con l’accentazione piana: la benzina evapòra.
EVOCARE, si sconsiglia l’uso del verbo nell’accezione di “chiamare”: si evocano gli spiriti, non le persone.
FIDEIUSSORE, si scrive con la i normale, non con la "j" e nel femminile diventa fideiussora.
FLORIDA, la pronuncia corretta dello Stato americano è piana, vale a dire con l'accento sulla "i" (Florìda).
FRA, quando sta per 'frate' non si apostrofa e non si accenta: fra Girolamo.
GIACERE, PIACERE, TACERE, raddoppiano la “c” nella prima persona plurale del presente indicativo e del congiuntivo: noi piacciamo.
INDAGINE, evitare di connotarla, come spesso si legge, con 'conoscitiva' o aggettivi simili che riprendono l'accezione del sostantivo; l'indagine si fa proprio per conoscere.
INERENTE, si costruisce con la preposizione "a" (semplice o articolata): un documento inerente all'indagine.
INIZIARE. Verbo transitivo che significa 'dare inizio a qualcosa'. E' necessario, quindi, che ci sia un soggetto animato che compia l'azione: il professore inizia la lezione alle 15:30. Non è corretto adoperarlo in senso intransitivo e dire, per esempio, la lezione inizia alle 15:30. In casi del genere o si cambia verbo (cominciare, incominciare) o si rende inziare in forma falsamente passiva facendolo precedere dalla particella 'si': la lezione si inizia alle 15:30.
INTRAVEDERE. Questo verbo non raddoppia mai la "v": si intravede una nave all'orizzonte. Tutte le parole, quindi anche i verbi, che cominciano con "intra" non raddoppiano mai la consonante che segue il prefisso: intrapreso. Raddoppiano, invece, la consonante le parole che cominciano con "sopra" (o "sovra"): sopralluogo, sovraccarico, soprassedere.
LECCORNIA, si pronuncia con l'accento sulla "i": leccornìa.
MARRONE, aggettivo che significa 'colore del castagno', resta invariato: giacca marrone, scarpe marrone.
MEZZO, quando si riferisce all'ora resta invariato: le sei e mezzo; un'ora e mezzo.
NOBEL, la pronuncia corretta è con l’accento sulla “e”: ha ricevuto il premio Nobèl.
OBERATO, non si usi mai nell’accezione di “carico”, “oppresso” e simili: sono oberato di lavoro. Il significato proprio del termine è, infatti, “indebitato”.
ORE, si dividono dai minuti con un punto o due punti, mai con la virgola (non sono numeri decimali): le 16:30.
OSSEQUENTE, non 'ossequiente'.
OVVEROSIA, si scrive con una sola 's'.
PANTALONI, è solo plurale. Errato 'il pantalone'.
PARRICIDA, chi uccide un parente stretto (ascendente o discendente). Lo stesso padre che uccide il figlio è un parricida.
PATRIOTA, corretta anche la grafia con doppia "p": patriotta.
PER CUI, non sostituisce 'perciò'; è errato scrivere o dire: piove per cui non esco.
PERICOLO, è solo di morte, mai di vita: l'uomo, ricoverato in ospedale, è in pericolo di morte.
PERONOSPERA, errore marchiano. Si dice ‘peronospora’. Si tratta, infatti, di una spora parassita della vite, così chiamata perché richiama la forma del perone.
PERORARE, la pronuncia sdrucciola è preferibile a quella piana: io pèroro.
PERSUADERE, la pronuncia corretta è con l'accento sulla penultima "e": persuadére.
PLEONASMO, non 'pleonasma'.
PROGETTI, evitare di accompagnarli con 'futuri'. I progetti guardano al futuro. Lo stesso per quanto attiene a "prospettive".
PRONTO SOCCORSO, il suo plurale è 'pronti soccorsi'.
REQUISITI, gravissimo errore aggettivarli con 'richiesti'. I requisiti sono le "cose richieste".
RIABILITATIVO, non riabilitatorio.
RIVERENZA, è preferibile a ‘reverenza’.
QUISQUILIA, non 'quisquiglia': le cose di cui si parla sono tutte quisquilie.
REBOANTE, non 'roboante'.
RETRO, le parole composte con 'retro' prendono il genere del sostantivo che
segue: la retrobottega, la retromarcia. Quasi inesistenti le eccezioni: i retroscena.
SABATO, si pluralizza normalmente: i sabati.
SCALFITTURA, si scrive con due 't': ha riportato una lieve scalfittura.
SCAMBIO RECIPROCO, errato adoperare i due termini assieme. Uno scambio è già reciproco.
SCANNO, è preferibile a "scranno" derivando dal latino "scamnu(m)".
SCARICABARILI, è meglio di 'scaricabarile'.
SEROTINO, aggettivo che significa ‘tardivo’, non ‘serale’ e si pronuncia con l’accento sulla “o”: serotino.
SFILARE, quando sta per 'camminare', 'marciare' si coniuga con l'ausiliare avere: il corteo ha sfilato per le vie della città.
SOLLEVARE, è improprio l'uso del verbo nell'accezione di "provocare", "suscitare" e simili.
SOTTOVIA, è di genere femminile: la sottovia.
SQUILLARE, si coniuga con il verbo avere: il telefono ha squillato.
STUDENTE, si fa seguire dalla preposizione 'di' (non 'in'): studente di scienze naturali.
SUORA, non si apostrofa mai: suor Anna.
SUPPLETIVO, si scrive con una sola 't': elezioni suppletive
UNANIMEMENTE, non 'unanimamente'.
VALUTARE, la pronuncia corretta del verbo (e dei suoi derivati) è con l'accento sulla "u": io valùto; lui sottovalùta. Conserva, quindi, la stessa accentazione del sostantivo da cui proviene: valùta.
VIGILE, aggettivo e sostantivo. Nella forma femminile resta invariato: la vigile urbana

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