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Che lingua parli? Parliamone.
Neologismi, vocaboli ed espressioni più o meno creative, modi di dire, termini mutuati dalle lingue straniere, recuperi dal passato, gerghi di settore. Dove sta andando la lingua italiana? Quale italiano parliamo oggi? In questa sezione trovate una rassegna stampa sempre aggiornata, con gli articoli di chi studia la nostra lingua e la sua continua evoluzione. Per capirne qualcosa di più.
Le “fila” e le “file”
di Fausto Raso

Chi di voi, gentili “navigatori”, non ha mai fatto una fila davanti a uno sportello bancario o a quello di un ufficio postale? Seguivate le file o le fila? In altre parole, cortesi amici e amatori della lingua, bisogna dire “file” o “fila”? Perché questi due plurali confondono le idee e fanno cadere in errori marchiani un po’ tutti?
Non c’è discorso in cui l’illustre oratore non inciampi nelle “fila del partito” o non inviti i suoi sostenitori a “stringere le fila” dove questo “fila” è errato. La nostra lingua, si sa, è piena di regole e sottoregole, di eccezioni e controeccezioni, ma forse è troppo ignorata anche da chi, per mestiere, non dovrebbe farlo: la stampa. Tempo fa, su un grande giornale d’informazione, abbiamo letto un “serrare le fila” che ci ha fatto strabuzzare gli occhi. Vediamo, quindi, di fare un po’ di chiarezza.
In italiano esiste un sostantivo femminile singolare “la fila”, cioè una “serie di persone o cose più o meno allineate una dietro l’altra” (la fila all’ufficio postale, per esempio), che ha un plurale “le file”. Diremo, perciò, che davanti a quel negozio – in occasione dei saldi – si sono formate lunghissime file (non “fila”) di persone, e che i militari rompono “le file”, rompono, cioè, il loro allineamento. Vi è, poi, un altro sostantivo di genere maschile, “il filo”, esattamente il prodotto di una filatura (un filo di lana, di cotone, ecc.) con due plurali, uno regolare maschile e uno irregolare femminile: i fili e le fila. Il plurale più comune e, per tanto, più adoperato è quello regolare: i banditi hanno tagliato i fili del telefono; alla signora hanno rubato quattro fili di perle; si sono sfilati tutti i fili delle calze. L’altro, quello irregolare (il femminile “le fila”), si adopera, generalmente, in senso collettivo per indicare più fili presi assieme: le fila del formaggio. Ma più spesso in senso figurato o traslato: le fila della congiura. Attenzione, quindi, amici, abbiamo “le file” del partito, dell’esercito, di un’associazione, ecc., non “le fila”.

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