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Che lingua parli? Parliamone.
Neologismi, vocaboli ed espressioni più o meno creative, modi di dire, termini mutuati dalle lingue straniere, recuperi dal passato, gerghi di settore. Dove sta andando la lingua italiana? Quale italiano parliamo oggi? In questa sezione trovate una rassegna stampa sempre aggiornata, con gli articoli di chi studia la nostra lingua e la sua continua evoluzione. Per capirne qualcosa di più.
Deteriore, non "più deteriore"
di Fausto Raso

Molto spesso ci capita di leggere sulla stampa articoli di critica cinematografica o televisiva, firmati anche da 'penne' illustri, in cui "l'attore ha messo in luce l'aspetto più deteriore di sé". Non ce ne vogliano gli insigni critici se ci permettiamo di riprenderli, ma dimostrano di non saper tenere la penna (ora il computer) in mano. Questo "più deteriore" è quanto di... deteriore si possa leggere. E ci spieghiamo. Deteriore - si studiava nella scuola media inferiore prima della riforma voluta, a spada tratta, dai tantissimi demagoghi della politica scolastica - è già di per sé un aggettivo comparativo e significa "più cattivo", "peggiore". Viene, infatti, dal latino "deterior", comparativo dell' aggettivo (non documentato) "deter" (cattivo). Dicendo "più deteriore", quindi, è come se dicessimo "più peggiore", errore, questo, in cui non cade neanche l'ultimo scolaro di quinta elementare del paesino più sperduto tra le montagne. Come mai moltissime "firme" di prestigiosi giornali continuano nell'errore, anzi "orrore"? Ce lo spiega l'insigne linguista Aldo Gabrielli.
"Come avvengono questi incidenti linguistici? Avvengono perché si tratta in origine di parole scelte (...) che poi un bel giorno scappano dal nobile chiuso dove erano sempre vissute e ben trattate, e finiscono nelle mani di persone impreparate a certe squisitezze. (...) E' la sorte toccata a molte altre parole (...) che oggi per mezzo dei giornali, della radio e della televisione arrivano agli orecchi di milioni di persone impreparate a riceverle, sempre pronte a raccoglierle, spesso per snobismo o per semplice imitazione, e a usarle così come vien viene".

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