Scrivere per:

Che lingua parli? Parliamone.
Neologismi, vocaboli ed espressioni più o meno creative, modi di dire, termini mutuati dalle lingue straniere, recuperi dal passato, gerghi di settore. Dove sta andando la lingua italiana? Quale italiano parliamo oggi? In questa sezione trovate una rassegna stampa sempre aggiornata, con gli articoli di chi studia la nostra lingua e la sua continua evoluzione. Per capirne qualcosa di più.
Vendesi appartamenti? No. Vendonsi appartamenti
di Fausto Raso

Onestamente non ricordiamo se in queste modeste noterelle “online” abbiamo trattato l’uso corretto di un particolare “si”, chiamato “si passivante”; nel caso ci ripetessimo… “repetita iuvant”, dicevano i Latini. Lo spunto ci viene offerto da un vistoso errore contenuto in un cartello che faceva bella mostra di sé, affisso in un palazzo in costruzione alla periferia di Roma: “Vendesi appartamenti”. Fino a qualche anno fa, vale a dire fino alla grande crisi edilizia, invece di “vendesi” si leggeva “affittasi”, ora il verbo è cambiato in “vendesi”, appunto, ma è rimasto inalterato l’errore madornale. Quale? vi domanderete. E’ presto detto. In lingua italiana corretta si deve dire “vendonsi” (o si vendono) appartamenti, non “vendesi”; ecco, dunque, amici , lo strafalcione. Il “si”, in questo caso, non è impersonale, sibbene passivante. Alcuni, probabilmente, non riescono a distinguere i due “si”. Vediamo, quindi, di capirci qualcosa.
Il “si impersonale”, lo dice la stessa parola, non ha una persona specifica che compie l’azione; la frase è priva del soggetto, o meglio, ha un soggetto indeterminato ed è rappresentato, per l’appunto, dal pronome personale seguito da un verbo di terza persona singolare: “si” parla francese; “si” dice che…; in quel locale “si” mangia bene. Il si impersonale, insomma, è facilmente “afferrabile” perché può essere sostituito con le voci “gente” o “uomo”: “si” parla inglese, vale a dire “la gente”, “l’uomo” parla inglese; “si dice che…, ossia “l’uomo” dice che…; in quel locale “si” mangia bene, ovverosia “la gente” dice che in quel locale si mangia bene. Ogni qual volta, insomma, che il “si” può essere cambiato in “uomo”, “gente” il verbo che lo segue deve essere necessariamente di terza persona singolare. Le forme più frequenti di “si impersonale” sono: si dice; si racconta; si sa, si crede; si pensa; si fa; si sta, eccetera. Da evitare l’uso toscano misto di forma personale e impersonale come, ad esempio, “si parte domani”; “si arriverà fra cinque giorni”.
Il “si passivante”, invece – e è il caso di “vendesi” – è riconoscibile dal fatto che il “si” si può eliminare e le voci verbali che lo seguono possono essere accompagnate dal verbo “venire” rendendo, in tal modo, la frase passiva (si passivante, appunto); si vendono appartamenti, gli appartamenti “vengono” venduti; “si” riparano orologi, gli orologi “vengono” riparati. In altri termini, la frase contenente il si passivante ha un soggetto ben definito che subisce l’azione espressa dal verbo. Il si passivante si riconosce, inoltre – cosa importantissima – perché è adoperato con i verbi transitivi, i soli che possono diventare, appunto, passivi. Qualcuno obietterà: cercasi allenatori (come di recente abbiamo letto su un quotidiano sportivo) perché il “si” può essere sostituito da “uomo”, “gente”. Cercasi allenatori – secondo costoro – equivarrebbe a “l’uomo cerca allenatori”; “la gente cerca allenatori”. Non c’è nulla di più capzioso di questo ragionamento: cercansi allenatori è e resta la sola forma corretta perché il “si”, come abbiamo testé visto non è impersonale ma passivante. Gli allenatori “vengono” cercati, subiscono, cioè, l’azione di “essere cercati”. Il verbo “venire”, in casi analoghi, è la prova del nove per il riconoscimento “ufficiale” del si passivante che, al contrario di quello impersonale, si usa, ripetiamo, anche con i verbi di terza persona plurale. Si parla tedesco. Provate a dire “si parlano” tedesco o, in questo locale “si mangiano” bene. Le frasi vi “suonano” corrette dal punto di vista grammaticale?
Annotazione finale: la particella pronominale “si” posta davanti alla terza persona singolare e plurale dei tempi semplici dei verbi di forma passiva, dà a questi ultimi il valore di tempi composti: si è sprecato troppo denaro, vale a dire “è stato sprecato” troppo denaro.

Torna all'indice



Sito creato da manuscritto.it 2002 - Tutti i diritti riservati.