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Che lingua parli? Parliamone.
Neologismi, vocaboli ed espressioni più o meno creative, modi di dire, termini mutuati dalle lingue straniere, recuperi dal passato, gerghi di settore. Dove sta andando la lingua italiana? Quale italiano parliamo oggi? In questa sezione trovate una rassegna stampa sempre aggiornata, con gli articoli di chi studia la nostra lingua e la sua continua evoluzione. Per capirne qualcosa di più.
“La retrobottega”
di Fausto Raso

Alcuni scrittori di vaglia o, se preferite, di grido adoperano indifferentemente gli aggettivi "spettacolare" e "spettacoloso": una vittoria spettacolare; una cerimonia spettacolosa. A nostro modesto modo di vedere c'è, invece - tra i due aggettivi - una sottile differenza semantica riportata, del resto, anche da alcuni dizionari, quelli con la "V" maiuscola. "Spettacolare" andrebbe adoperato solamente per indicare qualche cosa fatta apposta "per dare spettacolo", talvolta anche con un po' di esagerazione: manifestazione spettacolare. L'altro aggettivo, "spettacoloso", per indicare, invece, ciò che veramente "è spettacolo": l'atleta ha fatto un salto spettacoloso. Alla luce di questa "differenza semantica" possiamo dire - senza ombra di dubbio - che gli esercizi acrobatici che si vedono nei circhi sono "spettacolosi", non spettacolari. Spettacolare, insomma, lascia intravedere un qualcosa di inutile, al contrario di spettacoloso che racchiude in sé una certa "grandiosità". Ma tant'è. Questa è la lingua. E come andiamo ripetendo non sempre è adoperata a dovere, anche da coloro che si piccano di "fare la lingua".
Certi dizionari registrano il termine "retrobottega" fra le parole così dette sovrabbondanti, parole, cioè, che possono essere tanto di genere maschile quanto di genere femminile: "il" retrobottega e "la" retrobottega. A costo di attirarci le ire di coloro che hanno curato certi vocabolari "permissivi" e di alcuni pseudolinguisti che "spopolano" sulla grande stampa diciamo che retrobottega è solo femminile e con il regolare plurale retrobotteghe. Come mai, vi chiederete, prevale la forma errata maschile "il" retrobottega? La risposta è semplicissima: per effetto della sua abbreviazione - "il retro" - il cui uso, discutibilissimo, è stato immesso sul "mercato della lingua" da "scrittori di vaglia" e "grandi firme" del giornalismo. Retrobottega, insomma, è (e deve restare) solo femminile perché - come sappiamo - la stragrande maggioranza dei sostantivi in "a" sono di genere femminile: la casa, la cucina, la camera, la... retrobottega. Insomma, pur essendo un nome composto (retro-bottega) segue il genere dei nomi semplici in "a". Per caso qualcuno dice "il" retroguardia? "il" retromarcia? "Retro" - come specificano i migliori dizionari - è "la prima parte di parole composte di origine latina o di formazione moderna col significato di 'dietro', 'all'indietro' ", ma non determina affatto il "sesso" della parola che segue (a parte qualche eccezione come "retroscena"). Non vediamo, quindi, per quale oscuro motivo i più insistano nel dire e nello scrivere (erroneamente e con la benedizione di qualche vocabolario) "il" retrobottega.

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